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Il mondo delle comunicazioni attraversa oggi un periodo caratterizzato da rapidi cambiamenti, che richiedono un’attenta osservazione da parte dei soggetti che operano nel settore, al fine di saper cogliere le tendenze in atto e non trovarsi impreparati di fronte alle nuove opportunità che si profilano in ambito mediale e comunicativo. Di fronte, soprattutto, alla possibilità di perfezionare l’attività di informazione, sfruttando fino in fondo le potenzialità del web di seconda generazione.


Da questo punto di vista la Cgil sta già dimostrando di aver colto il potenziale comunicativo connesso ai nuovi media, iniziando a riorganizzare e rinnovare il sistema di informazione e di comunicazione a livello nazionale, regionale e territoriale (con il termine “comunicazione” si fa riferimento soprattutto alla capacità di dialogare e coinvolgere i cittadini). Progressi importanti si sono registrati nell’ambito dei web site dell’Organizzazione a tutti i suoi livelli e una serie di esperimenti pilota, quali web radio e video su web, si sono ormai consolidati dimostrando una straordinaria capacità di creazione e diffusione di contenuti originali. Risultati che devono essere letti anche come il frutto di un lavoro condiviso e svolto in sinergia tra redazioni, responsabili di organizzazione, mondo giornalistico e mondo informatico.


E tuttavia nell’era della società dell’informazione, linguaggi e piattaforme tecnologiche si rinnovano velocemente e si moltiplicano le possibilità di produrre e veicolare contenuti in maniera indipendente, realizzando quel processo di “disintermediazione” che indica proprio la capacità di informare e comunicare in prima persona, superando la mediazione tradizionalmente svolta dai giornalisti. Questo scenario ha spinto partiti politici e i singoli leader a una corsa sfrenata verso il cosiddetto web 2.0, che si è tradotta spesso nella semplice adozione da parte di questi soggetti dei nuovi strumenti comunicativi - Blog, canali su YouTube, profili sui Social Networks - “piegati” per vecchie esigenze: fare comunicazione secondo una logica verticale (top down), dall’alto verso il basso. Flussi comunicativi unidirezionali, lontani dall’obiettivo di valorizzare il potenziale partecipativo proprio del nuovo web.

Recenti esperienze internazionali, tra cui l’esemplificativa campagna elettorale realizzata da Barak Obama, hanno invece evidenziato l’importanza anche per gli attori politici di sviluppare logiche organizzative decentrate, di incoraggiare flussi comunicativi orizzontali e circolari attraverso la predisposizione di piattaforme e applicazioni pianamente flessibili, collaborative e decentrate.


Per riuscire ad avvantaggiarsi dei progressi tecnologici resi possibili dalle trasformazioni che hanno investito il mondo della comunicazione e per non perdere l’occasione di arrivare in anticipo sulle nuove opportunità e strumenti offerti da questa evoluzione, la CISE dà vita all’Osservatorio “Mediamorfosi” sula comunicazione e innovazione, destinato a svolgere un’attività permanente di aggiornamento e documentazione sull’evoluzione dei linguaggi, degli strumenti e degli ambienti comunicativi legati al mondo dell’informazione e dell’editoria.

La scelta del nome “Mediamorfosi” vuole sottolineare il fatto che i cosiddetti new media non sorgono spontaneamente o dal nulla, ma emergono gradualmente dalla metamorfosi dei vecchi mezzi di comunicazione Fidler, 2004). Nessun medium è destinato a morire o a scomparire, ma piuttosto le varie forme di comunicazione mediale (vecchie e nuove) tendono a coesistere e ad evolvere, reagendo attraverso la strategia di differenziazione interna alle trasformazioni di un ambiente complesso e in continua espansione.

“Mediamorfosi”

Osservatorio sulla comunicazione e l’innovazione

Obiettivi dell’OsservatorioObiettivi.html